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FOCUS / Il profumo della Kop, i The Black Eyed Peas e Birdy: Manè e la sua rivincita

| novembre 7, 2016 5:28 pm

mane

“Quando per giocare a calcio, con un pallone fatto per la maggior parte delle volte con delle pietre e devi fare 60 kilometri ogni giorno, non può non essere quello il tuo destino“. Sadio Mané , già da quando era piccolo era cosciente del fatto che avrebbe fatto il calciatore, perchè: “Quando lotti per un sogno, fai di tutto per vederlo esaudire“, anche a costo di dover lasciare la tua terra il Senegal, alla quale sei legato non solo dalla famiglia, ma anche dall’amore per una terra: bella e crudele, la quale non ti abbandona mai anche a distanza: “Amo l’Africa più di me stesso, molte volte la sera dopo il tramonto andavo davanti casa, nell’oscurità della notte, chiudevo gli occhi, in quel momento mi arrivava tutto lo splendore del Senagal: i suoni e i profumi, di un qualcosa paragonabile solo a Dio“. Le sue doti calcistiche fin da bambino erano fuori discussione: velocità, ma anche una buona tecnica hanno colpito alcuni osservatori del Génération du foot, squadra francese. Inizia la grande avventura nel calcio professionistico e in uno dei tanti tornei amatoriali che si fanno a sedici anni. Il Metz nel 2009 mette gli occhi su di lui, il mister dell’epoca, Yvon Pouliquen si innamorò di quel funambolo a prima vista, così decise di acquistarlo. La prima stagione lo vede protagonista di diciannove presenze e una sola rete, il club retrocede e il Salisburgo fiuta l’affare e lo compra. Due stagioni in Austria condite da gol e magie, lo portano in Premier: “Il campionato dei miei sogni“, precisamente al Southampton, dove ancora una volta incanta il mondo intero con le sue giocate. I tifosi lo amano, non solo per quello che fa vedere in campo, ma soprattutto per il suo comportamento fuori dal rettangolo di gioco. Passeggiando per la città, potevi trovarlo con qualche tifoso a sorseggiare una coca-cola, al Church Bay Beach, oppure impegnato nel volontariato per dare il sostegno alle persone più svantaggiate di lui. Klopp, il 25 ottobre del 2015, incontrandolo nel match contro il suo Liverpool, rimane estasiato da Saido, tanto che il giorno dopo alla sua dirigenza chiede di acquistarlo per gennaio. Le trattative andarono avanti per tutta la sessione invernale, ma alla fine non si fece niente, rinviando il discorso appena sei mesi più tardi, quando è stato pagato quasi 50 milioni di euro. I tabloid inglesi attaccarano subito il manager tedesco reo secondo loro: “Di buttare i soldi”, chissà se a distanza di pochi mesi, alcuni di loro pensano ancora la stessa cosa. L’arrivo a Liverpool, in punta di piedi rappresenta la gioia più grande, senza dimenticare il Southampton: “Squadra e tifosi che porterò sempre nel cuore“. Con i reds l’avventura inizia a suon di gol, sei reti in undici partite, portano il Liverpool attualmente in testa alla classifica. Oltre il calcio un ruolo importante nelle sua vita è occupato dalla musica: soprattutto dai i The Black Eyed Peas, con la loro “Just Can’t  Get Enough” e, Birdy con “People Help The People”. Proprio quest’ultima canzone fa parte del rito pre partita del senegalese: “Molti amano caricarsi in vista del match, con canzoni adrenaliniche, io invece nelle cuffie metto a ripetizione questa canzone: mi ritaglio un angolo tutto per me, fisso la Kop, chiudo gli occhi e sogno. In quel momento con un testo nelle orecchie che sento particolarmente mio, la carica che respiro dai tifosi, mi danno l’adrenalina giusta per affrontare la gara“. Il sogno di vincere la Premier è alla portata anche se le concorrenti sono tante, ma niente è impossibile e il Leicester lo insegna a tutti noi. Il futuro magari sarà al Barcellona, dove potrà giocare con: “Il Dio del calcio”, Messi. La strada fatta da Mané è impressionante, la rivincita è servita verso un destino che molte volte gli ha remato contro, soprattutto quando è stato costretto a fuggire dal Senegal, per approdare in Francia. Per fortuna c’è la nazionale senegalese che lo riporta nei suoi luoghi amati. Nella sua casa, è disegnata una scritta sul muro: “Dalla ferita esce sangue, ma entra saggezza“, quella che gli ha permesso, nonostante i suoi ventiquattro anni di prendersi il Liverpool e il calcio che conta nelle proprie mani.

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Category: Home, Liverpool, Premier League, Southampton