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Michael Robinson: “Il Leicester é come il SuperDepor”

| aprile 22, 2016 7:33 pm

michael robinson

Quello di Michael John Robinson è un nome poco conosciuto in Italia, ma estremamente noto nel Regno Unito ed in Spagna. In terra d’Albione perché lí è nato, lí è cresciuto e lí si è affermato come attaccante di Preston North End, Manchester City, Brighton & Hove, QPR e Liverpool, club quest’ultimo con cui nella stagione 1983/84 vinse il treble composto da First Division, League Cup e Coppa dei Campioni (giocó i supplementari della Finale dell’Olimpico contro la Roma). Nella penisola iberica perché lí – all’Osasuna – chiuse la carriera e lí è rimasto a vivere dopo averla interrotta nel 1989, divenendo un riconosciuto giornalista sportivo, seconda voce di innumerevoli telecronache e presentatore di brillanti programmi per Canal+.
Seppur unito al Liverpool dalla passione calcistica, l’irlandese Robinson è nato a Leicester, cittá che ospita l’attuale leader della Premier League: «A Leicester sono nato», ha commentato giorni fa al quotidiano “Marca”, «peró quando ero molto piccolo ci trasferimmo al nord, a Blackpool; ho famiglia ed un vincolo molto speciale con la cittá, li ho sempre seguiti». Ricorda che quando giocava al vecchio Filbert Way, la stampa locale parlava di lui come di “quel ragazzo del posto” e che piú di una volta ha avuto la fortuna di segnare contro il club della sua cittá natale.

Oggi i trionfi della banda di Ranieri lo toccan da vicino soprattutto a causa di suo padre, fan dei “Foxes”: «Mio padre è di Leicester. A 92 anni suonati non avrebbe mai immaginato di vivere qualcosa di simile. Non si perde una partita. È preoccupato», dice con tipico British humor, «perché sa che è molto probabile che vincano il campionato. Gli sarebbe bastato restare un anno in piú in Premier. Fino a Natale, guardava a quanti punti mancavano al raggiungimento della salvezza e ora si ritrova in Champions. Spero che sia molto felice di qua ad un mese».
Michael Robinson, che ha giocato con la nazionale irlandese in 24 occasioni, segnando anche 4 reti tra il 1980 ed il 1986, ricorda che da bambino andava spesso sia a Filbert Way che ad Anfield Road, seguendo la passione di suo padre per i “Foxes” e la sua per i “Reds”, ma riconosce che poco resta di quel Leicester di quasi mezzo secolo fa: «Solo si mantiene il blu della maglietta. Il calcio inglese non è mai stato molto brillante dal punto di vista tattico. Sempre è stato diretto, nobile, energico… Il Leicester di oggi usa una tattica, basata nel vecchio catenaccio, che sta trionfando. Ha calciatori valorosi ed eccellenti nel giocare negli spazi, si sente a suo agio piú senza che con la palla. Ranieri ha molta responsabilità di questi risultati». Cercando una comparazione con il passato, Robinson la trova nel “SuperDepor”, quel Deportivo La Coruña che negli Anni Novanta sorprese tutti passando dall’anonimato a lottare per i massimi traguardi, con figure importanti come l’allenatore Iglesias ed il presidente Lendoiro. Quindi chiude augurando il meglio al Leicester City: «È un bene per la Premier che ci sia chi apporta questa componente romantica. Tutti li supportano, perche dimostrano che con impegno e sacrificio si puó arrivare lontano. Anche se cosí mettono in imbarazzo le big ed i loro investimenti».

 

Mario Cipriano

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Category: Home, Leicester City, Premier League