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Portsmouth, l’agonia è finita: niente più debiti

| settembre 29, 2014 1:15 pm

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Era il 17 Maggio del 2008, il cielo era plumbeo, la brezza leggera, il Tamigi scorreva lento e limaccioso, la metro sfrecciava come tutti i giorni, e mentre il Big Ben veniva assalito dai turisti, il suggestivo Wembley Stadium si tingeva d’azzurro, perché il Portsmouth di Harry Redknapp, grazie ad una rete del nigeriano Nwankwo Kanu, aveva appena conquistato la FA Cup schiantando il Cardiff City e compiendo il più classico dei miracoli sportivi che caraterrizano da sempre questa fantastica competizione, dove la legge del più forte è un’astrazione. I sostenitori dei Pompey acclamavano a gran voce i propri benianimi, dal centravanti ceco Milan Barros a John Utaka, stella delle Super Eagles, da Sulley Muntari a Niko Kranjčar, passando per David James, Sol Campbell, Glen Johnson e Diarra, entrati velocemenente nella storia di questa città che si affaccia sul Canale della Manica.

Doveva essere l’inzio di una grande e repentina cavalcata che avrebbe portato il club ai vertici del calcio inglese, ma in realtà fu soltanto una puntura di spillo, una meteora, la punta dell’Iceberg di un progetto destinato a fallire per i troppi debiti, un’infelice costante che si impadronirà del club: nel giro di qualche anno, infatti, il Portsmouth passò dallo sceicco Sulaiman Al-Fahim all’uomo d’affari Balram Chainra, salvo poi entrare in amministrazione controllata per evitare la bancarotta. Ovviamente, la società retrocesse dalla Premier League alla League Two in un battito di ciglia, salvo poi essere acquistata da un Supporter Trust di tifosi nell’Aprile dello scorso anno, che rilevò il club di Fratton Park con circa 7 milioni di debiti sul groppone e 25 contratti non regolari. Dopo anni di agonia però, stando alle parole che Mark Catlin (ad) ha rilasciato a Portsmouth News, il debito è stato finalmente sanato: ‘Il Portsmouth è completamente libero dai debiti, e questo è solo l’inizio. Ora siamo a zero. Questo club era nel baratro e ora abbiamo gettato delle buone fondamenta; ora dobbiamo solo andare avanti e continuare a crescere. Siamo sotto la lente d’ingrandimento e non possiamo permetterci di tornare a quel punto. Per arrivare a questo, c’è stato bisogno di duro lavoro da parte di tutti: mio, del presidente, ma soprattutto dei tifosi. Il nostro direttore finanziario, Tony Brown, ha fatto un lavoro fantastico ed è grazie a lui che è stato possibile tutto questo. Siamo in pieno controllo del destino del club. Cominciamo da qui.’

Il Porsmouth esce dal tunnel, vede la luce e riparte dalle fondamenta, con la mente a quell’incredibile 17 Maggio, l’inizio dell’incubo certo, ma un’emozione indelebile.

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