banner ad

FOCUS: QPR, gladiatore nell’arena per non scendere all’inferno

| dicembre 28, 2014 10:15 am

qpr

Chi frequenta abitualmente Loftus Road sapeva perfettamente, in estate, cosa questa stagione avrebbe riservato al neopromosso Queens Park Rangers, come quasi tutte quelle affrontate dal glorioso club londinese in massima serie: una lotta dalla prima all’ultima giornata per conservare un posto al sole e non sprofondare nell’abisso della Championship ad un solo anno dalla sudatissima promozione firmata Zamora e strappata in zona Cesarini al Derby County. Detto, fatto: 17 punti conquistati in altrettante giornate e sedicesimo posto in classifica a +2 sulla zona retrocessione. Certo, il calciomercato estivo autorizzava a sperare in qualcosa di più, grazie agli arrivi di gente come Rio Ferdinand, Steven Caulker, Mauricio Isla, Sandro, Leroy Fer, Niko Kranjcar ed Edu Vargas, ma non tutti i nuovi innesti hanno reso come ci si aspettava in questa prima parte di stagione.

Il Peggiore:  la difesa fa acqua da tutte le parti, con 32 reti subite è la peggiore dell’intero campionato e si affida forse troppo ai “vecchi” Ferdinand e Dunne; a centrocampo tiene banco il caso Taarabt, con il giocatore marocchino, rientrato dal Milan ma in guerra aperta contro Redknapp, che da potenziale stella della squadra è diventato un separato in casa.

Il Migliore: dall’attacco arrivano le note più liete, che portano il nome di Charlie Austin, autore di 11 reti in 15 partite e destinato, pare, ad esordire tra breve con la Nazionale inglese.

I problemi però nascono se si va alla ricerca di un’alternativa al numero 9 in fase realizzativa, ruolo che al momento risulta scoperto per le assenze ingiustificate sotto porta di Vargas e Zamora. 19 reti realizzate sono anche un discreto bottino, il migliore tra le ultime otto in graduatoria, ma se 11 di queste sono state siglate dallo stesso giocatore, e il secondo miglior marcatore è Leroy Fer con appena due gol, è chiaro che qualcosa non va. C’è poi la delicata questione delle trasferte. Il punto di forza per le squadre in lotta per la salvezza sono spesso le partite casalinghe, con il pubblico chiamato a fornire un apporto decisivo da dodicesimo uomo in campo, e infatti le prove del QPR tra le mura amiche sono sempre apparse gagliarde, come dimostrano i 17 punti conquistati a Loftus Road frutto di cinque vittorie, tutte ottenute contro dirette concorrenti per la salvezza, e due pareggi contro Stoke City e soprattutto Manchester City, salvato solo da un grande Aguero.

Il bottino casalingo coincide perfettamente con quello totale, il che ci fornisce immediatamente il numero di punti conquistati dai Rangers lontano da casa: zero. Un dato inaccettabile per una squadra che vuole restare in Premiership, anche se, va detto, dovuto principalmente al calendario che ha spedito il QPR a giocare sui campi di otto delle prime undici in classifica. Questo fa ben sperare in vista del girone di ritorno, viste le trappole che Harry Redknapp ha saputo allestire nel suo stadio contro City, nel match di cui sopra, ma anche Liverpool, vittorioso 2-3 nel recupero senza neanche sapere come e messo sotto nel gioco per larghi tratti, e che, sperano i tifosi, riusciranno ad imbrigliare anche altri illustri visitatori dell’impianto londinese. Certo è che delle squadre coinvolte nella bagarre per non cadere in Championship, il QPR è quella che, a dispetto dell’organico non certo irresistibile, tende a vendere più cara la pelle, almeno in casa, e alla lunga questo aspetto potrebbe avere il suo peso specifico: se poi arrivasse anche un pizzico di continuità in più, riuscendo magari a inanellare almeno due risultati utili consecutivi come mai accaduto finora, e il mercato regalasse qualche soddisfazione (si parla di Pazzini e Defoe per l’attacco Austin-dipendente e di Onazi per il centrocampo), vuoi vedere che il vecchio Harry riuscirà a stupirci ancora una volta?

Post Footer automatically generated by wp-posturl plugin for wordpress.

Category: Home, Queens Park Rangers