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Storia del Club – Tottenham Hotspur

Nel 1882 un gruppo di studenti della grammar school di Londra si uniscono alla squadra di cricket Hotspur (in riferimento a Sir Henry Percy, nobile del XIV secolo, noto come Harry Hotspur): nasce così l’Hotspur Football Club. Il nome Tottenham sarà aggiunto in seguito per distinguere la squadra dai London Hotspurs. Come in altri casi già visti, anche qui parliamo di una squadra di calcio originata da una di cricket (Hotspur Cricket Club) i cui membri necessitavano di un diversivo per i lunghi mesi invernali. La spinta decisiva potrebbe essere arrivata da tal Ham Casey, unico giocatore dell’Hotspur ad aver giocato a calcio in precedenza e, insieme a Edward Beaven e Fred Dexter uno dei tre ad aver contribuito finanziariamente alla fondazione della squadra, insieme ovviamente al club di cricket. La prima partita di questa squadra di ragazzini (tra i 13 e i 14 anni almeno nei primi due anni) venne disputata contro i Radicals, una sconfitta 0-2, che insieme a un’altra sconfitta, per 1-8 contro la scuola di Latymer rimane l’unico risultato conosciuto di quella prima stagione. Il cricket, nel frattempo, venne abbandonato: non si hanno infatti notizie di attività riguardanti tale sport dopo il 1883, segno che il calcio assorbì tutte le energie e le attenzioni. La divisa utilizzata nelle prime due stagioni era totalmente blu scuro, con un’”H” in campo rosso posizionata sul cuore durante la prima annata, con la scritta “HFC” al centro nella seconda. Il campo di gioco si trovava nelle Tottenham Marshes (paludi), ancora oggi angolo di natura più o meno incontaminata nel mezzo del quartiere, e lo rimase fino al 1888. Ma nel frattempo, nel 1884, venne deciso il cambio del nome: poichè esisteva un altro club chiamato London Hotspur, per non creare confusione si aggiunse, davanti a Hotspur Football Club il nome del quartiere. Tottenham Hotspur Football Club. Dopo vari cambiamenti (dal blu, al rosso, al marrone, al dorato) nel 1899 i colori sociali si stabiliscono: maglietta bianca e pantaloncini blu, come il Preston, la squadra di maggior successo all’epoca. Nel 1895 la squadra diventa professionista e l’anno successivo viene ammessa alla Southern League; ad assistere alle gare casalinghe ci sono quasi 15 mila spettatori. Nel 1898 Charles Roberts diventa presidente (rimarrà in carica fino al 1943). L’anno successivo la squadra si trasferisce a White hart Lane, un campo situato in un’area prima adibita a mercato, vicino High Road, a Tottenham. Nel 1900 vince la Southern League e l’anno dopo diventa la prima squadra non iscritta al campionato nazionale a vincere l’FA Cup (3-1 al replay contro lo Sheffield Utd al Burnden Park di Bolton, dopo che la prima partita attirò 110.000 persone) ; manager in entrambi i successi, John Cameron.

FA_CUP_1901

 

Una fase della finale FA Cup del 1901 tra Tottenham e Sheffield United

L’anno dopo, però, le prestazioni non si rivelano eccezionali, e la Southern League offre troppo poco potenziale per garantire la sicurezza economica del club. Nel 1908-09 riesce a iscriversi alla seconda divisione: arriva subito seconda, ottenendo la promozione in prima divisione. Tra il 1910 e il 1914, quando il campionato viene sospeso per la guerra, il Tottenham ottiene risultati ben scarsi.La vita al massimo livello non fu semplicissima, con campionati vissuti lontano dalle zone nobili che culminarono con l’ultimo posto della stagione 1914/15, l’ultima prima della sospensione dei campionati a causa della Grande Guerra. Alla ripresa delle competizioni ufficiali (1919/20) la Division One venne allargata a 22 squadre, il che rendeva quasi scontato il ripescaggio delle ultime due classificate: venne infatti ripescato il Chelsea, posizionatosi al 19esimo posto nel 1915, ma incredibilmente venne ignorato il Tottenham, a cui si preferì un Arsenal classificatosi sesto in Division Two. Inutile dire che questo fatto contribuì a dare il via a una rivalità che, alimentata anche dalla vicinanza (l’Arsenal giocava a Woolwich precedentemente) diventerà una delle maggiormente sentite all’interno del panorama calcistico d’Oltremanica.  La vergogna farà migrare molti tifosi degli Spurs verso i rivali Gunners. Il Tottenham vinse agevolmente la Division Two, tornando immediatamente in Division One e sullo slancio andò a vincere (1921) la seconda FA Cup della sua storia, 1-0 al Wolverhampton Wanderers a Stamford Bridge, e giungendo secondo la stagione successiva (1921/22) dietro al Liverpool. Gli anni ’20 e ’30 vedono un lento declino degli Spurs, iniziato con la retrocessione nel 1928. Il manager Peter McWilliam, fautore della vittoria in coppa, lasciò nella stagione 1926/27 a Billy Minter, sotto la cui guida arrivò la stagione seguente la retrocessione. Minter venne sostituito da Percy Smith, che nel 1932/33 riuscì nuovamente a condurre il club nella massima serie, salvo, due stagioni dopo, retrocedere e essere sostituito da Jack Tresadern. Nonostante i talenti di Arthur Grimsdell, Fanny Walden e Taffy O’Callaghan la squadra recita un ruolo di secondo piano rispetto all’Arsenal, e non trova nemmeno consolazione in FA Cup. Dopo la seconda guerra mondiale, il football riprese il suo cammino regolare nel 1946/47, e il Tottenham era ovviamente in Division Two, dalla quale fallì la promozione in quella stagione e nelle due successive; si optò quindi per affidare la squadra (precedentemente guidata da John Hulme) a Arthur Rowe, ex giocatore degli Spurs negli anni ’30 e nativo proprio di Tottenham,  passato alla storia passato alla storia per aver introdotto con il nome push-and-run un nuovo modo di pensare e giocare a calcio. Push and run: passare la palla (push the ball) a un compagno e quindi correre (run) nello spazio per ricevere il passaggio di ritorno, per molti un precursore del calcio totale olandese. Gli Spurs conquistano estimatori per il loro gioco spumeggiante, che li porta a vincere prima la Division 2 nel 1950 e poi lo scudetto l’anno successivo in prima divisione,vittoria del titolo da neopromossi. Purtroppo la salute di Rowe peggiorò, a tal punto da costringerlo alle dimissioni nel 1955, quando la squadra del “push-and-run” era ormai agli sgoccioli della sua forma (tornerà poi al Crystal Palace, nel 1960); venne sostituito da Jimmy Anderson, che nel 1956/57 e nel 1957/58 ottenne un secondo (dietro ai Busby Babes) e un terzo posto. Quando anche Anderson manifestò problemi di salute, venne sostituito da un ex giocatore di Rowe, il già citato Bill Nicholson, che iniziò con un diciottesimo posto un’avventura destinata a grandi successi.  Con Nicholson si apre una stagione di successi: il double Coppa di Lega/FA Cup (1961), la Coppa delle Coppe (1963), ancora l’FA Cup (1967), la Coppa di Lega (1971 e 1973) e la Coppa Uefa (1972).

Tottenham Uefa 1971-72

 

Coppa UEFA 1971/72

Un decennio che ha visto protagonisti Danny Blanchflower, John White, Jimmy Greaves prima; Mike England, Terry Venables, Joe Kinnear poi. Bill Nicholson si dimise al’inizio della 1974/75, dopo la finale di UEFA persa contro il Feyenoord e dopo un brutto avvio in campionato, anche a causa della personale insofferenza verso il mondo del calcio inglese che stava cambiando. La figura di Nicholson è entrata in quel momento nella leggenda del club. la dirigenza prese una decisione controversa e individuò il sostituto in un ex membro dell’Arsenal, Terry Neill, ignorando i consigli di Nicholson il quale indicò Blanchflower e Johnny Giles come suoi favoriti; Neill, mai amato dai tifosi Spurs, evitò la retrocessione nella stagione in cui sostituì Nicholson, si piazzò a metà classifica nella successiva ma si dimise al termine della stessa, rimpiazzato dal suo assistente, Keith Burkinshaw. Sotto la sua gestione tecnica gli Spurs tornano in First Division e vincono l’FA Cup per due anni di fila (memorabile il gol di Osvaldo Villa al Manchester City nella finale 1981). In quella squadra militano Glenn Hoddle, Osvaldo Ardiles, Steve Perryman (655 presenza con gli Spurs in 17 stagioni): con loro arriva la vittoria in Coppa Uefa nel 1984, ma Burkinshaw lascia pochi giorni dopo; gli succede Peter Shreeve. Tra l’81 e l’87 la squadra mostra il più bel gioco d’Inghilterra. Nel 1981 perdono la finale di Coppa di Lega dal Liverpool ai supplementari (erano in vantaggio a 2’ dal 90’), e vengono eliminati in semifinale di Coppa delle Coppe dal Barcellona. La sola consolazione è la conquista dell’FA Cup, in finale contro il QPR: gara decisa dalla doppietta di Glenn Hoddle. L’anno successivo la squadra viene acquistata dal magnate Irving Scholar, chiamato a risanare le pericolanti finanze societarie. Dopo la gestione di Shreeve (durata fino al 1986), a guidare la squadra arriva l’ex tecnico del Luton Town David Pleat,una delle squadre più apprezzate nella storia degli Spurs, che vedeva in campo Ardiles, Hoddle, Waddle, i due Allen, Mabbutt, il portiere Ray Clemence, il manager decide però di lasciare nell’ottobre 1987 dopo la cocente sconfitta 3-2 contro il Coventry in FA Cup (la prima finale persa dagli Spurs nella sua storia) e l’eliminazione in Coppa di Lega contro gli arci-rivali dell’Arsenal, con gli Spurs vittoriosi 1-0 ad Highbury, ma battuti in casa (dopo essere stati in vantaggio) all’ultimo minuto. Gli Spurs, con 5 centrocampisti e il solo Clive Allen davanti, continua a far divertire. Inizia così l’era di Terry Venables, durata sei anni. In campionato le cose andarono bene nel 1989/90, con un terzo posto finale che nuovamente non significò Europa, perchè le porte vennero sì aperte alle squadre inglesi per la prima volta dopo l’Heysel, ma si decise di farne partecipare solo una in UEFA (e dunque la seconda classificata) con la conseguente esclusione degli Spurs. La rivincita arrivò, dolce, l’anno successivo, con la vittoria dell’FA Cup contro il Nottingham Forest 2-1, certo, ma soprattutto per la semifinale, un 3-1 contro i rivali dell’Arsenal entrato nella storia del Tottenham come la Partita, il St. Hotspur Day con la doppietta di Lineker e il meraviglioso goal su punizione di Gazza Gascoigne. In quella squadra Venables riunisce alcuni dei migliori giocatori d’Inghilterra, su tutti Paul Gascoigne e Gary Lineker.

gascoigne lineker

Gascoigne e Lineker celebrano la vittoria in semifinale sull’Arsenal (1991)

Intanto vennero alla luce problemi finanziari, che portarono alla cessione del club a Alan Sugar (con la partecipazione dello stesso Venables) e del trasferimento, rimandato e poi perfezionato a nel 1992, di Gascoigne alla Lazio. Venables assunse un ruolo dirigenziale, lasciando la panchina a Shreeves che dunque tornò così in sella a White Hart Lane, ma il suo secondo regno dura appena un anno. I cattivi rapporti tra Venables e Sugar fanno calare la squadra e Venables, dopo un’agguerrita battaglia legale con Sugar lascia gli Spurs. L’ex star della squadra Ardiles, dopo aver vinto i play-off di Div.2 col WBA viene nominato allenatore. Acquista Klinsmann, Popescu e Dumitrescu, ma nonostante la gran vena realizzativi del tedesco, la squadra arriva 15ma e viene licenziato. Nel 1994 vengono scoperte irregolarità nel pagamento dei giocatori, risalenti agli anni ’80: la squadra viene condannata a 12 punti di penalizzazione in campionato, un anno di squalifica dall’FA Cup (saranno annullate dopo il ricorso di Sugar) e 600 mila sterline di ammenda. Anche con il nuovo tecnico Francis la squadra non ottiene grandi risultati, ma continuarono ad arrivare a White Hart Lane giocatori di classe assoluta come David Ginola e Les Ferdinand, nonostante ciò i risultati scarseggiavano e Gerry Francis venne sollevato dall’incarico prima del termine della stagione 1996/97, sostituito dallo svizzero Christian Gross che raggiunse la salvezza. Gross venne esonerato quasi subito, sostituito da una leggenda dell’Arsenal, George Graham che come facilmente intuibile non ebbe vita facile a White Hart Lane, nonostante una Coppa di Lega vinta nel 1999 e una semifinale di FA Cup persa lo stesso anno contro il Newcastle. Nel 2001 uno spazientito Sugar vende le azioni della squadra a Daniel Levy mentre Sol Campbell, idolo dei tifosi, passò all’Arsenal in uno dei trasferimenti più criticati della storia Spurs (Campbell era svincolato).La squadra viene affidata all’ex stella Glenn Hoddle (da molti ritenuto il miglior giocatore nella storia del team). Gli anni 2000 sono stati segnati da alti e bassi, dall’esperienza deludente di Glenn Hoddle a quella dell’olandese Martin Jol che condusse gli Spurs a due quinti posti consecuitivi, fino allo spagnolo Juande Ramos, emblema di questa altalena di risultati culminati nella vittoria della Coppa di Lega del 2008 ma allo stesso tempo deludenti in campionato, che portarono all’esonero dell’ex Sevilla e alla nomina a manager di Harry Redknapp. Sotto la guida di Redknapp (2008 – ) il Tottenham è tornato a respirare aria di alta classifica, e nonostante nessun trofeo sia stato messo in bacheca (due semifinali di FA Cup perse) il cammino in Champions League (sconfitta ai quarti contro il Real Madrid) nel 2010/11 ha fatto riassaporare ai tifosi l’aria della massima competizione europea, giocata solamente in un’altra occasione, ovvero nel 1961/62 (sconfitta di misura in semifinale contro il Benfica poi campione).

Michele Pentimone -Football-please.com