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Salomón Rondón: “Sono contento del mio primo anno in Premier”

| aprile 16, 2016 11:13 am

rondon

Salomón Rondón sta per chiudere la sua prima stagione in Premier League. A un mese dalla chiusura dei battenti, il ventisettenne venezuelano ha segnato solo sette reti in campionato ed una in F.A. Cup, ma il suo contributo è stato importante per permettere al West Bromwich Albion di passare una stagione tranquilla. Negli ultimi tempi, tra le sue vittime ci son stati l’Everton a Goodison Park (1-0, rete sua al 14’ due mesi fa), il Manchester United al The Hawthorns (sempre 1-0, gol partita al 66’ lo scorso 6 Marzo) ed il leader Leicester in trasferta (2-2 un mese e mezzo fa, con lui che aveva aperto le danze all’11’). Tre gol per 7 punti di quelli che fanno la differenza ed han permesso al WBA di raggiungere quella quota 40 punti che solitamente significa salvezza.
Intervistato dal quotidiano spagnolo “Marca”, l’attaccante di Caracas si dice soddisfatto del suo rendimento: «Sono contento che il mio primo anno qui stia andando piú o meno nella giusta direzione, sto trattando di adattarmi quanto prima perché la Premier League è un campionato molto complicato ed il cambio è stato radicale». Rondón, infatti, viene da quattro anni in Russia: prima il Rubin Kazan, poi lo Zenit San Pietroburgo han goduto dei suoi gol, delle sue giocate e del suo spirito di sacrificio. Anni che gli han permesso di giocare in Europa, di vincere trofei (un campionato russo ed una Supercoppa, entrambi nel 2015 con lo Zenit) e di ingrossare il suo conto in banca. Poi, peró, una nuova regola che limita il numero di stranieri utilizzabili in campionato ha reso consigliabile un cambio d’aria: «Il West Brom mostrò molto interesse nei miei confronti. In Russia c’era questa nuova regola e l’opzione piú fattibile era venire in Inghilterra. Lí le porte mi si furon chiudendo a causa della quantità di stranieri che c’erano allo Zenit ed era complicato giocare. Visto che il West Brom mostrava tanto interesse, pensai che avevo le motivazioni giuste per fare questo passo».

E, cosí, previo pago di 12 milioni di Sterline, Rondón lasciò l’ex Leningrado per far rotta verso la grigia Birmingham. Coi “Baggies” all’inizio non è stato facile. Ci si attendevano gol da lui, ma ne arrivò solo uno nelle prime nove giornate di Premier (al Britannia Stadium il 29 Agosto, 1-0 allo Stoke City) e solo tre nelle prime ventitre (gli altri due a Norwich e Leicester). «La Premier League è molto complicata e competitiva. Qualsiasi squadra puó sorprenderti in trasferta come in casa e bisogna stare molto attenti. In questo campionato non ci sono goleade, son sempre risultati corti», dice dei suoi primi mesi in Gran Bretagna. D’altra parte, il suo rendimento non potrá che migliorare, giá che le sue caratteristiche tecniche e fisiche sembrano essere perfette per la Premier League: 189 cm di muscoli ed esplosivitá, uniti ad un’ottima tecnica individuale ed una buona predisposizione al sacrificio, tutte qualità che ne fanno il compagno ideale per i vari Berahino, Sességnon e compagnia.
Il giornalista di “Marca” chiude a Rondón anche del miracolo Leicester, lui che è stato insieme a Theo Walcott l’unico capace di segnare ai “Foxes” sia all’andata che al ritorno: «Quello che sta facendo il Leicester ha dell’incredibile, nessuno diceva che erano tra i piú forti. Hanno un attaccante che è tra i principali goleador del campionato, giocatori che sanno sia assistere che segnare… È una squadra molto compatta e questo parla molto bene di loro. Per molti è una sorpresa, ma sicuramente saranno campioni. Qui in Inghilterra tutte le squadre hanno buoni attaccanti: Vardy è un gran goleador, ma non bisogna dimenticare Okazaki e Ulloa». E, se il Leicester si avvicina al trionfo, anche il West Brom questo weekend potrebbe festeggiare: se questo pomeriggio, infatti, i “Baggies” battessero in casa il Watford, una coincidenza di risultati favorevoli potrebbe render matematica la salvezza.

José Salomón Rondón è nato il 16 Settembre del 1989. Dopo il debutto nel club venezuelano Aragua (18 reti in due stagioni, quando non aveva ancora compiuto 19 anni), col quale vinse anche una coppa nazionale, nel 2008 passó all’U.D. Las Palmas, in seconda divisione spagnola. Alle Canarie il primo anno fu di ambientamento, ma giá nel secondo mostrò tutta la sua qualità, realizzando 12 reti (10 in campionato – il primo dei quali ne fece lo straniero piú giovane di sempre a segnare con la maglia del Las Palmas – e 2 in Copa del Rey) che gli permisero di fare il salto verso la Liga, dove il Málaga lo acquistó in cambio di 2,5 milioni di Euro: con l’ambizioso club andaluso arrivarono 27 gol in due anni e la chiamata dalla Russia. Il Rubin pagó 10 milioni nell’estate 2010, prezzo che raddoppiò solo un anno e mezzo dopo, quando passó allo Zenit San Pietroburgo.
Con la nazionale “Vinotinto” gioca fin dal 2008 ed ha segnato 13 reti in 43 gare.

 

Mario Cipriano

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