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Arsenal, ecco le 5 lezioni da imparare dopo il k.o. di Dortmund

| settembre 17, 2014 10:05 am

Aubameyang

Il risultato finale di 2-0 non rispecchia certo il reale andamento di Borussia Dortmund-Arsenal, con i tedeschi a tratti straripanti e autori di ben 23 tiri contro i soli 5 dei Gunners. Tanti gli aspetti da rivedere per Wenger, proviamo ad analizzare i principali:

1 – Il mistero di Mesut Ozil non accenna a risolversi. Dopo la prima stagione di assestamento, più che comprensibile, il tedesco sembra aver smarrito la retta via, inanellando una sequenza di prestazioni scialbe assai insolita per un giocatore pagato ben 42 milioni di sterline, e fallendo sistematicamente gli appuntamenti più importanti come quello di ieri. Wenger certo non lo aiuta relegandolo sulla fascia destra, in un ruolo non suo dove peraltro non svolge alcun compito difensivo, lasciando il malcapitato Bellerin (o chi per lui) in balia delle scorribande di Schmelzer e Grosskreutz (o chi per loro). La stagione è appena all’inizio, di tempo per recuperare ce n’è in abbondanza, ma per Ozil le opportunità da sprecare potrebbero non essere lontane dal termine.

2 – A centrocampo non possono bastare i soli Arteta e Flamini. Con l’ex milanista costretto ai box per la gara di ieri, Wenger ha schierato il suo capitano a protezione della difesa, ma la sensazione è che, pur dando tutto quello che possono, i due non siano sufficienti per competere sia in Premier League che in Champions League. Khedira e Alonso erano stati messi sul mercato dal Real Madrid, stessa cosa aveva fatto il Southampton con Morgan Schneiderlin, mentre l’opzione low cost si chiamava William Carvalho, ma nessuno di loro oggi sta giocando con l’Arsenal, e viste le scarse doti di leader palesate da Arteta in varie occasioni, lo spagnolo potrebbe non solo perdere la fascia a vantaggio, magari, di uno come Ramsey, ma addirittura essere messo in vendita nella prossima sessione di mercato.

3 – Welbeck da unica punta rischia di trovarsi troppo isolato. Come già accaduto contro il Manchester City, l’ex attaccante dello United è stato schierato come unico terminale offensivo, ma complice l’uragano di occasioni per il Dortmund abbattutosi sulla porta di Szczesny, si è trovato abbandonato al suo destino contro Subotic e Papastathopoulos. Aggiungete anche l’ottimo lavoro difensivo di Kehl su Ramsey, cioè colui che Welbeck avrebbe dovuto ispirarlo, ed otterrete una serata da incubo per l’attaccante della nazionale inglese. Che si sia offeso per la dichiarazione di Wenger che lo voleva solo in prestito?

4 – La difesa continua a non offrire garanzie. Rischiamo di essere ripetitivi, ma una linea difensiva del genere non è presentabile a certi livelli. Se per Chambers, buttato nella mischia dopo il grave infortunio di Debuchy, e Bellerin, seconda presenza nell’Arsenal a distanza di un anno dalla prima, potremmo anche trovare delle attenuanti, Koscielny e Mertesacker non sono certo alla prima prestazione deludente, pur essendo poco aiutati dai terzini e dal centrocampo. Il duello con Immobile e Aubameyang è impietoso, e come nel caso di Arteta, eventuali sterline spese per una valida alternativa non sarebbero affatto state sprecate.

5 – La prestazione di Wilshire fa ben sperare per il futuro. Se mai ci fosse qualcosa da salvare nella fallimentare campagna tedesca, sarebbe certamente la prova del giovane centrocampista inglese. Pur non in perfette condizioni, mette in difficoltà Sven Bender e sembra predicare nel deserto, molto più a suo agio sulla trequarti che non in mediana dove lo utilizza Hodgson. Può essere utilizzato in ogni posizione del centrocampo, ma la sensazione è che il meglio lo dia per vie centrali, e se Ozil rischia di perdere il posto da titolare, lui è uno di quelli a cui (infortuni permettendo) spetta di diritto.

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Category: Arsenal, Champions ed Europa League, Home