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Upton Park chiude con i fuochi d’artificio: West Ham-Manchester United 3-2

| maggio 10, 2016 11:30 pm

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Dopo 112 anni Upton Park va in pensione, e l’ultimo spettacolo in scena sul suo rettangolo verde è di quelli da ricordare: il West Ham regola 3-2 il Manchester United e si issa da solo al sesto posto, proprio alle spalle dei Red Devils che falliscono il sorpasso al Manchester City quarto in classifica. Prima del calcio d’inizio, posticipato di 45 minuti per intemperanze dei tifosi di casa all’esterno dello stadio, va in scena l’ultima esecuzione di “I’m forever blowing bubbles” suonata nell’ultracentenario impianto londinese in un’atmosfera da brividi, e l’avvio degli Hammers è dei più veementi, con Lanzini che prova in rovesciata dopo due minuti spedendo il pallone alto. È il preludio al vantaggio che arriva al 10′, con lo stesso numero 28 che appoggia verso Sakho che dal cuore dell’area di rigore fulmina de Gea e fa esplodere la gioia di Upton Park. I Red Devils non riescono ad arginare l’ondata degli uomini di Bilic, più volte vicini al raddoppio: Ogbonna su azione d’angolo manda fuori; Payet dal limite dell’area viene neutralizzato da de Gea; Carroll sbaglia l’impossibile da solo a tu per tu con l’estremo difensore spagnolo e Antonio si vede annullare il tap-in da mezzo metro per un pallone già uscito su cross di Noble. Dello United non c’è traccia, ed è ancora Payet a fallire il raddoppio ciabattando il destro a giro da buona posizione. L’unica occasione ospite è frutto di un intervento difensivo maldestro volto ad anticipare Rashford che per poco non sorprende Randolph, in porta al posto dell’indisponibile Adrian; è sempre e solo il West Ham ad attaccare, e dopo altre due occasioni fallite da Antonio e Sakho si torna negli spogliatoi sull’1-0, risultato più che stretto per i londinesi. Nonostante l’ennesima occasione per i padroni di casa e firmata Payet, che manca la porta, a partire meglio nella ripresa sono i Red Devils, che trovano il pari praticamente alla prima occasione utile, quando Mata si sovrappone sulla fascia e appoggia a Martial un pallone da spingere nella porta sguarnita per l’1-1. Un premio al cinismo estremo della squadra di van Gaal, ma anche una beffa atroce per gli Hammers, che tornano subito a riversarsi in avanti e, tanto per cambiare, non concretizzano altre due occasioni create da Payet, che trova l’esterno della rete, e soprattutto Sakho, che su punizione del numero 27 va malissimo di testa e spreca una ghiottissima palla gol.

Blind toglie dalla porta l’acrobazia di Carroll, poi ecco un lampo ospite con il tacco di Rashford troppo largo di un soffio e, dall’altra parte, il salvataggio sulla linea di Martial, che toglie dall’angolino la zuccata di Carroll con de Gea ormai fuori causa. Oltre dieci occasioni fallite dal West Ham sono troppe per non applicare la legge del calcio, che al minuto 72 si abbatte inesorabile sul Boleyn Ground: Martial va via a Reid e mette in mezzo un pallone completamente fuori misura, che però si trasforma in una conclusione imprendibile per Randolph e si insacca sul palo lontano, per l’incredibile 1-2 ospite che lancerebbe il Manchester United al quarto posto. L’illusione dura però appena una manciata di minuti, perché Payet trova alla grande in area Antonio e il terzino di testa supera de Gea, riequilibrando immediatamente le sorti dell’incontro sul 2-2. Finita qui? Neanche per idea. A 10 minuti dal termine il solito Payet pennella l’ennesimo calcio piazzato in area trovando la testata di Reid, che de Gea tocca ma non abbastanza per evitare che il pallone rotoli lentamente oltre la linea, per il pazzesco 3-2 che manda in delirio gli oltre trentamila di Upton Park. van Gaal tenta il tutto per tutto gettando nella mischia Lingard e Januzaj, ma dopo 4 minuti di recupero la partita si conclude, e con essa la ultracentenaria carriera dello stadio del West Ham, che traslocherà dalla prossima stagione nel più nuovo Olympic Stadium. Successo fondamentale per gli Irons, che salutano nel migliore dei modi la loro casa, salgono a quota 62 e scavalcano il Southampton al sesto posto in classifica, che dà accesso garantito all’Europa League, mentre per il settimo bisognerà attendere l’esito della finale di F.A. Cup. Finale che rimane ormai l’unico obiettivo disponibile per un Manchester United sconfitto meritatamente e ancora quinto alle spalle dei cugini del City: per approdare ai preliminari di Champions League servirà ora vincere e sperare che i rivali non facciano altrettano a Swansea.

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Category: Home, Manchester United, Premier League, West Ham United